Il business della criminalità ambientale

Sfiora i 22 miliardi di euro il giro d’affari dell’ecomafia stimato nel 2014: sette miliardi in più rispetto all’anno precedente. Un’impennata che dimostra quanto questo settore sia sempre più rilevante all’interno dell’economia criminale. Una cifra a cui si arriva sommando alle diverse voci del mercato illegale (abusivismo edilizio, gestione illecita di rifiuti speciali, archeomafia, inquinamento ambientale, agroalimentare, animali e fauna selvatica) gli investimenti a rischio per le opere pubbliche e per la gestione dei rifiuti solidi urbani nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

SlideBusinessLetteralmente esplode il fatturato nel settore agroalimentare, che dai circa 500 milioni di euro del 2013 arriva a quota 4,3 miliardi. Sale anche quello legato all’inquinamento ambientale (che comprende, tra gli altri, il valore dei sequestri delle strutture, dei beni e dei conti correnti nell’ambito di operazioni di polizia giudiziaria in campo ambientale) che da 800 milioni arriva a 1,4 miliardi. Cresce la cosiddetta archeomafia (che comprende il valore dei beni archeologici recuperati, i falsi sequestrati e i sequestri effettuati), che con 500 milioni (erano 200 nel 2013) vede più che raddoppiato il mercato nero dell’arte. Stabili invece sia la gestione illegale dei rifiuti speciali, ferma a 3,1 miliardi di euro, che il racket degli animali, che si stabilizza intorno ai 2,6 miliardi. L’unico calo si registra sul fronte dell’abusivismo edilizio, che risente della contrazione del numero dei nuovi immobili costruiti abusivamente (circa 18mila secondo le stime del Cresme, a fronte delle 26mila del 2013) e si riduce a 1,1 miliardi (l’anno prima era di 1,7 miliardi).

Passando agli investimenti a rischio, si registra un’impennata degli appalti pubblici, stimati sempre dal Cresme in 7,9 miliardi (nel 2013 la cifra era di 5 miliardi), mentre rimangono stabili intorno al miliardo di euro gli appalti a rischio per la gestione dei rifiuti urbani. Il totale ci dà la considerevole cifra di 21,9 miliardi, il valore più alto dal 2007. Sommando i fatturati dell’ecomafia dal 1992 a oggi si superano abbondantemente i 340 miliardi.

Il business dell’ecomafia nel 2014 (miliardi di euro)
 
Settore Fatturato
Mercato illegale 13
Investimenti a rischio 8,9
Totale 21,9
Fonte: Legambiente (2014)
  Il mercato illegale nel 2014 (miliardi di euro)
Settore Fatturato
Gestione rifiuti speciali 3,1
Abusivismo edilizio 1,1
Archeomafia* 0,5
Inquinamento ambientale** 1,4
Illegalità nel settore Alimentare*** 4,3
Animali e fauna selvatica**** 2,6
Totale 13
Fonte: Legambiente (2014)
(*) La stima economica dei beni culturali riguarda: i beni archeologici recuperati, i falsi sequestrati, i sequestri effettuati e le sanzioni penali e amministrative effettuate su dati del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Colturale e Guardia di Finanza (2014);
(**)La stima del valore nel settore ambientale attiene al valore dei sequestri, al valore delle strutture sequestrate,  degli incendi, conto correnti ed altri beni sequestrati nell’illegalità ambientale, le sanzioni penali ed amministrative elevate su dati del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato e Polizia dello Stato (2014).
(***)La stima del valore nel settore alimentare attiene al valore dei sequestri, al valore degli alimenti sequestrati, al valore delle strutture sequestrate,  conto correnti ed altri beni sequestrati nelle frodi agroalimentari, le sanzioni penali ed amministrative elevate, ai contributi illeciti percepiti; su dati del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Comando Carabinieri Politiche Agricole, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato, Capitanerie di porto e Polizie provinciali(2014).
(****) La stima del valore dei sequestri relativi agli animali e alla fauna selvatica riguarda le seguenti filiere illegali: commercio illegale di specie protette; traffico illegale di specie protette di provenienza internazionale e  prodotti lavorati; allevamenti illegali; pesca illegale in acque interne e marittime;  corse clandestine di cavalli; combattimenti clandestini di cani; commercio illecito degli animali d’affezione; caccia, bracconaggio su dati del Corpo forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Capitanerie di porto e Polizie provinciali(2014).
  Gli investimenti a rischio nel 2014 (miliardi di euro)
Settore Fatturato
Appalti in opere pubbliche* 7,9
Gestione rifiuti urbani 1
Totale 8,9
Fonte: Legambiente (2014)*il dato sugli Appalti in opere pubbliche è stato elaborato dal Cresme/Si.